_____________________ GIUSEPPE LA BRUNA

 

 

   
 
 

 

Paolo LEVI , 2008

"Suggestioni Tattili"

La ricerca plastica di Giuseppe La Bruna si rivela, fin dagli inizi, per la decisa carica espressiva, dove il pathos della forma si coniuga con la poesia. Egli non ripete mai lo stesso. Ogni composizione pare l’inizio di un ciclo, di un mondo di eventi arcani. Si tratta di uno scultore che opera all’interno di certezze creative e conclusive, con una tensione intellettuale nel rinnovare forme e materiali. Le sue immagini sono figlie anche di suggestioni interiori. Dagli inizi della sua carriera a oggi, i temi si sono via via arricchiti e caratterizzati entro simboli linguistici, tendendo sempre più a una narrazione libera e aperta. Ci sono lavori come “Trilogia di un evento” del 1995 dove l’impianto formale è quanto mai vigoroso, e si sviluppa, in chiave misterica entro lo spazio creato dalla luce. C’è poeticità tattile ne “Il viaggio di Ulisse” del 1998, dove una farfalla sulla pagina di un libro aperto, fa pensare a un intimismo privato. Egli opera e inventa suggestioni plastiche entro spazi aperti, figure umane dinamiche con atteggiamenti esteriori di inedita teatralità. Sono lavori che si liberano da ogni interferenza ambientale accessoria e si ritrovano in un’autonomia di valori fluenti con tendenza a una controllata disgregazione espressiva.
Il suo “espressionismo” supera in contenutismo esistenziale i maestri che lo hanno preceduto, costruendo al contrario strutture ermetiche dal simbolismo formalmente elegante, tutto da decodificare, come quello dei lavori di datazione più recente, come “Omaggio alla Siria” del 2004 che prelude, rispetto alla ricerca del passato, a un esito dove il costrutto ha una sua solare asetticità.
Questo lavoro interrompe in parte l’arcaismo del passato, quasi un avvicinarsi a un minimalismo purista.
Egli, comunque, rimane uno scultore mediterraneo, di luce e vento con una moderna classicità.